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PERCHÉ

Le linee di Venice Foundation
Il Micromecenatismo e il Mecenatismo condiviso

 

Le linee guida di Venice Foundation sono e saranno sempre basate su pochi e semplici principi:

 

1. No Passion no Value;
2. Restaurare è importante, far vivere è indispensabile;
3. Il baratto;
4. Il Micromecenatismo e il Mecenatismo condiviso;
5. È inutile restaurare se non salvaguardiamo l’ambiente in cui viviamo.

 

1. No Passion no Value
Senza passione è difficile innescare sollecitazioni alla partecipazione di progetti, per esempio di conservazione dei Beni Culturali e di affinamento della conoscenza. Con progetti di didattica, di orgoglio di appartenenza, creando gruppi di aggregazione e quindi di solidarietà e amicizia, si stimolano la volontà di partecipare anche a grandi progetti, magari con minimi sforzi economici ma di grande impegno morale.

 

2. Restaurare è importante, far vivere è indispensabile
La gestione del bene restaurato è la fase più complicata di ogni progetto. La parola sponsorizzazione ha portato a una falsa salvaguardia dei Beni Culturali perché la fase del finanziamento risolve il problema nell’immediato ma la gestione del mantenimento del bene è altrettanto importante. Infatti ogni progetto di restauro dovrebbe prevedere la fase “oltre il restauro”.

 

3. Il baratto
È e sarà nella filosofia di Venice Foundation trovare la possibilità di esprimere la propria generosità, la propria attenzione ai problemi del volontariato, senza gravare sui bilanci, senza esclusione di giudizio su quanto o cosa devolvere o sul tipo di donazione. Si può partecipare a un programma donando il proprio tempo, donando somme di denaro ma soprattutto ci è sempre piaciuto fare leva sul “baratto”.
Il baratto è uno straordinario antico sistema di comunicazione, scambio di conoscenza, esaltazione delle singole prerogative che rendono tutto più umano e, cosa da non sottovalutare, sembra che non sia troppo costoso. È importante appropriarsi definitivamente di questa antica tradizione e cercare di stimolare lo scambio di concetti, di lavoro, di prodotti, in linea con le esigenze e le esperienze di ciascuno. A volte anche inventando nuove professioni derivate dalla fantasia, spesso dall’apertura mentale, e soprattutto amando il prossimo, creando nuove amicizie e nuove possibilità di vita improntate più sull’armonia e sulla vicinanza che sull’accumulo di denaro. Spesso ci si sente più partecipi, spesso con traguardi di serenità insperate, grande soddisfazione con tendenza a una completezza paragonabile alla felicità. Senza dimenticare che in modo tangibile con questi scambi si vedono realizzate opere altrimenti impossibili. In quasi vent’anni di storia Venice Foundation ha una testimonianza assolutamente ineccepibile di queste opere: senza dispendio di denaro, con motivazioni a volte insospettate e con riconoscimenti sorprendenti.

 

4. Il Micromecenatismo e il Mecenatismo condiviso
Formare un gruppo aperto di associati, ricco di ideali, di tensione etica e collaborazione costruttiva è stata la base di partenza per arrivare alla collaudata formula del micromecenatismo in cui ogni singola persona, nel suo piccolo, può partecipare ed avere l’orgoglio di contribuire alla salvaguardia di un’opera d’arte. Ma così come ogni opera d’arte è costituita da diversi e molteplici elementi che danno vita a qualcosa di unico e irripetibile anche Venice Foundation è come un mosaico composto da numerose tessere, i nostri soci e sostenitori, che assieme partecipano alla salvaguardia delle meraviglie di Venezia. E’ proprio attraverso questa metafora, ispirata dal mosaico della Cupola della Creazione nella Basilica di San Marco a Venezia, che al micromecenatsimo segue un mecenatismo condiviso, in cui ogni singola tessera-sostenitore partecipa ad un progetto collettivo rendendolo possibile.
L’unione fa la forza e la coesione dei soci di Venice Foundation fa spesso pensare al miracolo della Cupola della Creazione che è finalmente tornata a risplendere.

 

Il tutto si esprime in una rete internazionale di rapporti tesa alla conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio artistico perché l’arte è comune linguaggio di eccellenza.

 

5. È inutile restaurare se non salvaguardiamo l’ambiente in cui viviamo
Al primo posto è la salvaguardia di Venezia dalle acque alte, pericolo costante sempre più imminente. Ma Venezia va anche salvaguardata dal suo naturale deperimento, dalle azioni dell’uomo non sempre consone alla delicatezza della città; va preservata nella sua storia e nella sua bellezza unica e irripetibile.
Conoscenza, sensibilizzazione e coinvolgimento sono termini che si applicano non solo al singolo restauro ma alla città tutta, un corpo unico dove ogni grande o piccolo elemento contribuisce al suo splendore.