Il
grandioso palazzo che si affaccia sul Canal
Grande ospita dal 1936 la sezione dei Civici Musei d'Arte e
di Storia dedicata al Settecento.
La progettazione e costruzione di Ca' Rezzonico fu affidata dal Procuratore di San Marco Filippo Bon all'architetto Baldassarre Longhena, massimo rappresentante del barocco veneziano, ma i lavori si interruppero in seguito alla sua morte nel 1682 e al tracollo economico dei Bon.
Nel 1751, i Bon furono costretti a vendere il palazzo, la cui fronte era stata completata solo per il pian terreno e il piano nobile, a Giambattista Rezzonico, mercante e banchiere di origine lombarda. Fu Giorgio Massari, uno degli architetti più conosciuti ed eclettici dell'epoca, a proseguire l'opera del Longhena, introducendo addolcimenti e modifiche più consoni al gusto dell'epoca.
La seconda metà del '700 fu senza dubbio il periodo di maggior splendore nella storia di Ca' Rezzonico, dovuto al fatto che, nel 1758, il figlio di Giambattista Rezzonico, Carlo, fu eletto Papa con il nome di Clemente XIII.
Dopo il 1755 ebbero inizio i lavori di decorazione degli intemi, affidati ad alcuni dei maggiori artisti allora operanti a Venezia, quali Giambattista Tiepolo, Gaspare Diziani, Jacopo Guarana e Gian Battista Crosato. Del Tiepolo sono gli affreschi sui soffitti delle sale dell'Allegoria nuziale (in occasione delle nozze tra Lodovico Rezzonico e Faustina Savorgnan, celebrate nel 1758) e del Trono (Allegoria del Merito), che rappresentano l'ultima impresa decorativa dell'artista a Venezia. Gaspare Diziani ha eseguito l'affresco della Sala dei Pastelli, raffigurante il Trionfo della Poesia, mentre a Jacopo Guarana spetta l'Allegoria delle Virtù, nella Sala degli Arazzi. Alla ricca decorazione del Salone da ballo, che occupa l'intera lunghezza dell'edificio, lavorarono attorno al 1753 Giovan Battista Crosato, al quale si debbono le raffigurazioni allegoriche, e Pietro Visconti, autore delle quadrature.
Gli eredi dell'ultimo Rezzonico, Abbondio, rovinati dalle enormi spese sostenute dalla famiglia per le grandi feste in onore di Clemente XIII e del duca di York, furono costretti nel 1810 a vendere il palazzo ai Widmann. Destinata a divenire un collegio dei Gesuiti, Ca' Rezzonico non fu però ritenuta adatta allo scopo e, dopo varie vicissitudini, venne ceduta al conte polacco Ladislao Zelenski. Nel 1888 il palazzo fu acquistato dal pittore Robert Barrett Browning e da suo padre, il poeta romantico Robert Browning, che morì l'anno successivo in seguito ad una gita al Lido. Sulla facciata si possono leggere i versi del poeta: "Open my heart and you will see graven inside of it Italy" (Aprite il mio cuore e vi troverete inciso Italia).
I molti e illustri proprietari di Ca' Rezzonico, che si sono susseguiti nel corso del tempo, hanno arricchito il palazzo di argenti, sculture, dipinti e disegni. Quando, nel 1934, il Comune di Venezia acquistò Ca'Rezzonico dall'antiquario conte Lionello Hirsch de Minerbi, i curatori del Museo lo allestirono con le collezioni settecentesche del Museo Correr e numerose opere provenienti da edifici di proprietà del Comune e da collezioni private.
La creazione del Museo del Settecento di Ca' Rezzonico, allestito in forma "ambientale", come se fosse ancora la dimora di una ricca famiglia veneziana, è dunque il frutto della collaborazione dei vari istituti che operano nel campo museale a Venezia e rappresenta un modello esemplare di corretta gestione del patrimonio artistico di una città d'arte.
La progettazione e costruzione di Ca' Rezzonico fu affidata dal Procuratore di San Marco Filippo Bon all'architetto Baldassarre Longhena, massimo rappresentante del barocco veneziano, ma i lavori si interruppero in seguito alla sua morte nel 1682 e al tracollo economico dei Bon.
Nel 1751, i Bon furono costretti a vendere il palazzo, la cui fronte era stata completata solo per il pian terreno e il piano nobile, a Giambattista Rezzonico, mercante e banchiere di origine lombarda. Fu Giorgio Massari, uno degli architetti più conosciuti ed eclettici dell'epoca, a proseguire l'opera del Longhena, introducendo addolcimenti e modifiche più consoni al gusto dell'epoca.
La seconda metà del '700 fu senza dubbio il periodo di maggior splendore nella storia di Ca' Rezzonico, dovuto al fatto che, nel 1758, il figlio di Giambattista Rezzonico, Carlo, fu eletto Papa con il nome di Clemente XIII.
Dopo il 1755 ebbero inizio i lavori di decorazione degli intemi, affidati ad alcuni dei maggiori artisti allora operanti a Venezia, quali Giambattista Tiepolo, Gaspare Diziani, Jacopo Guarana e Gian Battista Crosato. Del Tiepolo sono gli affreschi sui soffitti delle sale dell'Allegoria nuziale (in occasione delle nozze tra Lodovico Rezzonico e Faustina Savorgnan, celebrate nel 1758) e del Trono (Allegoria del Merito), che rappresentano l'ultima impresa decorativa dell'artista a Venezia. Gaspare Diziani ha eseguito l'affresco della Sala dei Pastelli, raffigurante il Trionfo della Poesia, mentre a Jacopo Guarana spetta l'Allegoria delle Virtù, nella Sala degli Arazzi. Alla ricca decorazione del Salone da ballo, che occupa l'intera lunghezza dell'edificio, lavorarono attorno al 1753 Giovan Battista Crosato, al quale si debbono le raffigurazioni allegoriche, e Pietro Visconti, autore delle quadrature.
Gli eredi dell'ultimo Rezzonico, Abbondio, rovinati dalle enormi spese sostenute dalla famiglia per le grandi feste in onore di Clemente XIII e del duca di York, furono costretti nel 1810 a vendere il palazzo ai Widmann. Destinata a divenire un collegio dei Gesuiti, Ca' Rezzonico non fu però ritenuta adatta allo scopo e, dopo varie vicissitudini, venne ceduta al conte polacco Ladislao Zelenski. Nel 1888 il palazzo fu acquistato dal pittore Robert Barrett Browning e da suo padre, il poeta romantico Robert Browning, che morì l'anno successivo in seguito ad una gita al Lido. Sulla facciata si possono leggere i versi del poeta: "Open my heart and you will see graven inside of it Italy" (Aprite il mio cuore e vi troverete inciso Italia).
I molti e illustri proprietari di Ca' Rezzonico, che si sono susseguiti nel corso del tempo, hanno arricchito il palazzo di argenti, sculture, dipinti e disegni. Quando, nel 1934, il Comune di Venezia acquistò Ca'Rezzonico dall'antiquario conte Lionello Hirsch de Minerbi, i curatori del Museo lo allestirono con le collezioni settecentesche del Museo Correr e numerose opere provenienti da edifici di proprietà del Comune e da collezioni private.
La creazione del Museo del Settecento di Ca' Rezzonico, allestito in forma "ambientale", come se fosse ancora la dimora di una ricca famiglia veneziana, è dunque il frutto della collaborazione dei vari istituti che operano nel campo museale a Venezia e rappresenta un modello esemplare di corretta gestione del patrimonio artistico di una città d'arte.






